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COVID-19 L’azienda inclusiva con lo smart working: come sentirsi parte integrante di una collettività #lavorandodacasa

SELEFOR  mette a disposizione gratuitamente, alle Direzioni del Personale che ne faranno richiesta, un servizio specialistico studiato e organizzato a supporto dei dipendenti che lavorano in smart working.

L’obiettivo è quello di far  percepire concretamente, al  lavoratore, di essere “INCLUSO” con la propria azienda. Essere incluso sviluppando il senso di appartenenza anche in una situazione mai sperimentata prima, rafforza  la sicurezza psicologica che permette alle persone di dare il meglio di sé nella propria prestazione lavorativa.

Un supporto psicologico ad ogni lavoratore che sperimenta per la prima volta o per un periodo cosi lungo  la sua identità lavorativa da casa.

Gli psicologi del lavoro e specialisti in risorse umane che mette a disposizione la Selefor, lavorano con ogni dipendente o gruppi di lavoro in modalità virtual room, sviluppando il senso di appartenenza alla propria organizzazione aziendale.

Rafforzando le nuove  soft skill 4.0 che aiuteranno il lavoratore a trasferire, nella diversità del proprio lavoro da casa, la consapevolezza di essere comunque, incluso nella propria azienda sentendosi parte integrante della propria comunità aziendale.

Le Direzioni del Personale che volessero utilizzar il servizio possono inviare una email al seguente indirizzo: formazione@selefor.it

Oppure iscriversi al seguente link:

Iscrizione gratuita

 

#solidarietadigitale #hr #innovazionedigitale #smartworking #andratuttobene #restiamoacasa

Selefor e la consulenza privacy

Come Selefor, siamo costantemente alla ricerca di nuove soluzioni e di nuovi approcci alla tematica dell’adeguamento alla nuova normativa privacy di riferimento cui sono tenute le aziende in base alle innovazioni introdotte dal Regolamento UE 679/2016 (GDPR) e dal recente D.lgs. n. 101/2018 che ha adeguato il Codice della Privacy alle disposizioni europee in materia di protezione dei dati personali. Selefor offre, pertanto, una serie di servizi personalizzati e costruiti su misura del cliente, e nel dettaglio:

  • Data protection officer in outsourcing;
  • Adeguamento aziendale al GDPR;
  • Formazione obbligatoria dei dipendenti sul tema Privacy.

I nostri consulenti, i quali possono vantare un’esperienza e una competenza comprovate negli anni, sono in grado di offrire le soluzioni più appropriate in ragione dei diversi contesti aziendale. Il valore aggiunto offerto da questo tipo di approccio è dato dal fatto che ogni intervento è opportunamente valutato e ponderato in ragione di una filosofia votata alla concretezza e all’organizzazione. In generale, un trattamento dei dati conforme ai dettami normativi genera una fiducia nelle aziende partner, negli utenti e in tutti coloro che entrano in contatto con la nostra azienda che non può che portare ad una crescita in termini organizzativi e di profitto. Per puntare a questo obiettivo è necessario prima di tutto strutturarsi in termini privacy e dotarsi delle figure che siano in grado di valutare l’impatto della privacy sulla nostra azienda. L’adeguamento della modulistica rappresenta, in questo modo, soltanto la fase terminale e non quella iniziale della consulenza privacy, errore che spesso si riflette in tutta la filiera aziendale nell’applicazione corretta del complesso contesto normativo.

È possibile reperire ulteriori informazioni sui servizi offerti nelle appositive pagine della sezione servzi & privacy (inserire collegamento ipertestuale) di questo sito. Inoltre, per qualsiasi richiesta e/o chiarimento non esiti a contattarci. Il nostro team è a sua disposizione per valutare il contesto aziendale e offrirle la soluzione più congeniale.

Staff Data Protection Expert Selefor

D.lgs n 101/2018: UN DPO anche in TRIBUNALE!

 

Il D.lgs. n. 101/2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 205 del 4 settembre 2018 e vigente a partire dal 19 settembre 2018, contiene le disposizioni per  l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento UE 2016/679 (GDPR). Tale decreto legislativo contiene l’aggiornamento del D.lgs. n. 196/2003 (Codice Privacy), che rimane in vigore anche se molti articoli vengono abrogati o modificati sostanzialmente[1].

L’art. 37, paragrafo 1 GDPR, in riferimento all’obbligo di nomina del Responsabile della protezione dei dati personali (Data Protection Officer – DPO), dispone:

«Il titolare del trattamento e il responsabile del trattamento designano sistematicamente un responsabile della protezione dei dati ogniqualvolta:

  1. a) il trattamento è effettuato da un’autorità pubblica o da un organismo pubblico, eccettuate le autorità giurisdizionali quando esercitano le loro funzioni giurisdizionali;
  2. b) le attività principali del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento consistono in trattamenti che, per loro natura, ambito di applicazione e/o finalità, richiedono il monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala; oppure
  3. c) le attività principali del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento consistono nel trattamento, su larga scala, di categorie particolari di dati personali di cui all’articolo 9 o di dati relativi a condanne penali e a reati di cui all’articolo 10».

In base al GDPR, quindi, la designazione del DPO è obbligatoria per le amministrazioni e gli enti pubblici, ma se il trattamento è effettuato da una autorità giudiziaria (ad esempio Tribunali, Procure, ecc.) non sussiste l’obbligo di nomina. Disposizione che, a contrario, può essere letta anche dal punto di vista della “facoltatività” della nomina suddetta.

A ben vedere, la natura pubblica richiesta al punto a) del citato articolo costituisce un chiaro elemento per rendere inequivocabile l’obbligo di nomina del DPO, mentre lo stesso non può dirsi per i punti b) e c), i quali introducono concetti (come “larga scala” e “monitoraggio regolare e sistematico”) che non trovano una definizione specifica all’interno del Regolamento e, quindi, di difficile quantificazione positiva. Per tale motivo, a livello privatistico, il concetto di “facoltatività” poteva essere, ed è stato, “superato” attraverso la previsione della figura del DPO nelle misure di accountability del titolare/responsabile. Il Garante stesso, tra l’altro, ha più volte sottolineato come, anche in assenza di obbligatorietà, resta fortemente raccomandata la nomina di un DPO.

A livello pubblicistico, invece, tale concetto poteva essere “sdoganato” soltanto attraverso una previsione legislativa. Del resto, in più punti dello stesso Regolamento è possibile leggere passaggi del seguente tenore: «gli Stati membri possono prevedere, con legge, norme più specifiche per assicurare la protezione dei diritti e delle libertà con riguardo al trattamento dei dati personali […]».

A tal proposito è intervenuto il D.lgs. n. 101/2018 che, tra le varie disposizioni di adeguamento, all’art. 2-sexiesdecies testualmente prevede:

«Art. 2-sexiesdecies (Responsabile della protezione dei dati  per  i trattamenti effettuati  dalle  autorità  giudiziarie  nell’esercizio delle loro funzioni). – 1. Il responsabile della protezione  dati  è designato, a norma delle disposizioni di cui alla sezione 4 del capo IV del Regolamento, anche  in  relazione  ai  trattamenti  di  dati personali effettuati dalle autorità giudiziarie nell’esercizio delle loro funzioni».

La norma assoggetta, quindi, anche l’autorità giudiziaria all’obbligo di designazione del DPO. In tal modo, il Codice Privacy aggiornato si arricchisce della precisazione inerente all’obbligo di nomina da parte delle autorità giudiziarie del Responsabile della Protezione dei Dati, da effettuare secondo quanto previsto dal GDPR (nella specifico dagli artt. 37, 38 e 39 del Regolamento), in relazione ai trattamenti effettuati nell’esercizio delle loro funzioni.

Con tale previsione viene pertanto a cadere l’eccezione prevista dal Regolamento europeo circa la non obbligatorietà di nomina del DPO. Quanto prima, quindi, anche Tribunali, Procure, Corte d’Appello ecc. dovranno ricorrere a tale figura, che concorrerà alla predisposizione di tutti gli adempimenti formali (ad esempio il Registro dei trattamenti), tecnici ed organizzativi, al fine di proteggere le persone fisiche in tutti i trattamenti operati, in considerazione della natura particolarmente sensibile dei dati trattati (dati giudiziari[2]).

 

Staff Data Protection Selefor

[1] Il D.lgs. n. 101/2018 non ha solo “corretto” il Codice Privacy, ma ha introdotto nuove disposizioni (alcune delle quali fuori dal testo del D.lgs. n. 196/2003) e, quindi, è più corretto sostenere che ha “aggiornato” il Codice. Inoltre, il decreto legislativo correttivo così come il D.lgs. n. 196/2003 rimangono fonti sotto-ordinate rispetto al GDPR e quindi, in caso di contrasto o di dubbio interpretativo, continuano a prevalere le disposizioni del GDPR.

[2] Il Regolamento precisa che i dati giudiziari sono solo i dati relativi a reati e condanne penali o alle misure di sicurezza ad essi relative (sono, ad esempio, i dati che riguardano lo stato di indagato o di imputato in un processo penale, così come l’avvenuta emissione di una sentenza di condanna o di una misura cautelare restrittiva della libertà personale) e che gli stessi possono essere trattati solamente sotto il controllo dell’autorità pubblica.

 

Formazione alle aziende a costo zero: cogli l’opportunità dei Fondi Interprofessionali

Dai valore alla tua azienda!

Selefor utilizza i finanziamenti previsti dai fondi interprofessionali per progettare e realizzare piani formativi rivolti a dirigenti, impiegati, operai, inclusi apprendisti, lavoratori in missione e con contratti atipici.

L’azienda può accedere al nostro portafoglio corsi e individuare quello più adatto al proprio sviluppo professionale oppure prevedere attraverso Selefor un’analisi dei fabbisogni formativi. Il tutto a costo zero e senza oneri aggiuntivi.

La filosofia e le competenze che puoi sviluppare con Selefor per incrementare il successo della tua azienda.

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La Fondazione Mons. Pinto e S. Caterina: La Comunità Educante

La complessità del Piano “La Fondazione Mons. Pinto e S. Caterina: La Comunità Educante”, progettato per la Fondazione Pinto, è data fondamentalmente dalla finalità educativa e sociale che attua nell’erogazione del suo principale servizio: la Scuola. Formare e aggiornare i propri dipendenti diventa l’esigenza principale per attuare un miglioramento continuo della finalità ultima della Scuola: educare ed istruire i giovani del territorio di Vallo della Lucania.

Il primo passo è rappresentato dall’esigenza e condivisione di scegliere una strumento che potesse agevolare la Fondazione nell’ erogare la Formazione Continua. Nella valutazione dei diversi fondi interprofessionali si è scelto di iscrivere la Fondazione Mons. A. Pinto e S. Caterina, e i suoi 19 dipendenti, al fondo Fon Coop a partire dal 31/10/2011, certi del valore aggiunto che il medesimo avrebbe potuto dare alla crescita della scuola.

Il secondo passo è stato quello di valorizzare il confronto delle parti interessate all’intervento, con la finalità di sensibilizzarle al valore aggiunto dell’aggiornamento continuo delle proprie competenze.

L’idea guida sottostante alla progettazione e realizzazione del piano è quella di considerare, la “Scuola Pinto”come una risorsa strategica di promozione umana e civile del territorio in cui è inserita, un crocevia ineludibile per intercettare i giovani e creare una comunicazione positiva tra le diverse generazioni, uno strumento privilegiato per consegnare il testimone di un passato di civiltà, un’occasione di dialogo e di confronto tra le tra le diverse opzioni della vita, una finestra aperta sull’avvenire.

Il percorso formativo costruito ad hoc per la Fond. Mons. Pinto vuole raggiungere le seguenti finalità:

  • Rafforzare un’organizzazione e strutturazione scolastica che sia attiva e influente rispetto ai valori cattolici.
  • Valorizzare un ambiente scolastico “umano” dove ogni singolo alunno è “conosciuto”, “riconosciuto” ed apprezzato nei suoi talenti.
  • Creare una scuola che sia un catalizzatore di relazioni umane autentiche, aperte all’incontro reciproco, otontologicamente aperte all’incontro finalizzato all’obiettivo educativo.
  • Trasformarsi da “Scuola-Istituzione) a “Scuola–Comunita”, per incidere sul processo educativo degli alunni dei suoi docenti e genitori coinvolti in un unico progetto.
  • Valorizzare il “processo educativo” come sviluppato dalla “comunità educante”e non solo dal singolo partendo dal fatto che come scuola cattolica persegue la finalità e la formazione umana degli alunni. (Vaticano II, Gravissimum Educationis, n8)
  • Porre l’attenzione al fanciullo, al docente, alla famiglia e in ultimo al tessuto sociale ed economico di appartenenza.
  • Sviluppare
  • una scuola delle eccellenze che non valorizzi la competitività individuale ma il talento di ciascun allievo messo a disposizione della collettività.
  • Accrescere lo sviluppo del territorio sociale, economico di Vallo della Lucania.
  • Incrementare l’utenza scolastica aumentando la competitività

Le Cooperative di Vallo della Lucania: innovazione e formazione per la crescita e lo sviluppo

La progettazione del Piano “Le Cooperative di Vallo della Lucania: innovazione e formazione per la crescita e lo sviluppo” per tre Cooperative, diverse per dimensione e servizi offerti, ma accomunate da esigenze e propensione al miglioramento, ha tenuto in considerazione tre fattori generali e di base, quali l’identità delle cooperative sociali e la loro situazione di sviluppo, la cultura dell’innovazione e il territorio di riferimento.

La premessa è che, in tempi di crisi come l’attuale, nessuna attività d’impresa può dirsi al riparo dalle avversità. Detto questo, però, l’economia cooperativa, considerata sia in generale, sia nella variante specifica della cooperazione sociale, sta affrontando la tempesta con armi appropriate: un buon equilibrio patrimoniale ed economico, una struttura dei costi più flessibile rispetto alle altre forme giuridiche d’impresa, una forte capacità di innovazione. La cooperazione ha saputo confermare nei fatti quello che nei manuali di economia viene descritto come un obiettivo strategico, ossia conciliare la produttività con la responsabilità sociale.

Il concetto di fondo diventa quello di creare le condizioni per lo sviluppo della cultura dell’innovazione intesa sia come ambito di ricerca tecnologica sia come sperimentazione di nuovi modelli sociali ed educativi, stimolando la ricerca di nuovi linguaggi, di nuovi modelli distributivi, concentrando l’attenzione sulla ideazione e produzione di contenuti di qualità.

Questo Piano Formativo vuole essere un punto di inizio per un percorso di formazione continua: con questo obiettivo si è scelto di lavorare su alcuni temi, come l’ergonomia e il benessere lavorativo, affrontandoli in un ottica generale per poi portarli nel tempo ad essere più specifici e con obiettivi tangibili. E’ ad esempio il caso della cultura dell’Innovazione, presentata appunto in questa fase come approccio culturale e organizzativo, per poi, successivamente, essere invece affrontata nei suoi aspetti applicativi e tecnologici (alfabetizzazione culturale). La scelta di lavorare in particolare su alcune figure professionali è stata invece dettata dalle maggiori necessità formative riportate da queste figure, che vivono il contatto con il pubblico e con l’utenza in maniera conflittuale e problematica. Da questa esigenza si è progettato un Piano Formativo centrato anche sulla comunicazione, partendo da quelle che definiamo le “basi della relazione interpersonale”, sino a moduli più specifici e avanzati sulla “comunicazione conflittuale”, e sulle strategie per gestire situazioni di elevato stress lavorativo.

Le Cooperative beneficiarie del Piano Formativo sono tre: nell’esercizio delle proprie mansioni, i lavoratori di queste cooperative si confrontano giornalmente con gli abitanti di Vallo della Lucania, con gli spazi e le strutture del Comune e, nel periodo estivo, con l’immenso carico di lavoro proveniente dalla grande quantità di villeggianti attirati dalle bellezze del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.

  • “Al servizio della città” è una cooperativa composta da 71 dipendenti impegnati nell’erogazione di cinque servizi differenti: mense scolastiche, gestione di parcheggi, ausiliari del traffico e della sosta, spazzamento strade e gestione rifiuti.
  • “Cilento service 2000” , convenzionata con il piano sociale di zona (ambito 57, Comune Capofila Castellabate) è una cooperativa che si occupa di Assistenza Domiciliare di anziani e disabili, che conta 17 lavoratori.
  • “Vallo servizi” è una cooperativa di tre soci, tutti occupati come Ausiliari del traffico presso il Comune di Vallo della Lucania, con mansioni del tutto simili ai lavoratori di “Al Servizio della Città”.

Il percorso formativo costruito ad hoc per le tre Cooperative vuole raggiungere le seguenti finalità:

Dimensione Organizzativa:

  1. Far crescere e sviluppare l’erogazione di un servizio innovativo, efficiente ed efficace
  2. Sviluppare una cultura dell’innovazione
  3. Incrementare il senso di appartenenza sviluppando la motivazione al lavoro
  4. Fare in modo che le risorse umane utilizzino la comunicazione in modo standardizzato e condiviso

Dimensione Personale:

  1. Valorizzazione della formazione continua come strumento per la crescita personal/professionale
  2. Diminuire la conflittualità migliorando la consapevolezza da parte di ogni operatore del ruolo organizzativo ricoperto

Dimensione Professionale:

  1. Porre l’attenzione alle relazioni interpersonali come valore aggiunto
  2. Utilizzare le competenze trasversali come elemento di accelerazione della prestazione lavorativa
  3. Mettere i lavoratori nella situazione di poter  gestire situazioni di stress e ansia

L’artigianato d’arte: formazione continua nell’azienda Mautone

Il Piano “L’artigianato d’arte: formazione continua nell’azienda Mautone” nasce dalla consapevolezza che nel corso dei secoli, l’artigianato si è sviluppato fino a condurre sulla via della specializzazione innumerevoli maestri del ‘fai da te’: questi si sono così trasformati in veri e propri maestri cestai, falegnami, fabbri, scalpellini e ceramisti che hanno tramandato fino ai nostri giorni la passione per l’artigianato e per l’arte. Vi sono maestri scalpellini nel Vallo di Diano, artigiani della pietra a Centola, artigiani del ferro battuto nell’area del Bussento, maestri d’ascia nei cantieri presenti lungo tutto il litorale del Cilento, falegnami che modellano il castagno e il faggio nel Cilento interno, ceramisti del Montestella e del Mingardo che perpetuano le fogge degli antichi maestri della Magna Grecia, cestai lungo l’Alento, ricamatrici nel basso Cilento.
Arti e mestieri antichi vanno via via recuperando dignità all’interno dell’area protetta del Parco nazionale del Cilento, l’area che in natura offre a questi artigiani-artisti la materia prima per il loro lavoro: vimini, legno, pietra, ecc..

Il  settore dell’artigianato è in forte e costante crisi negli ultimi dieci anni. Il settore che nel 1966 comprendeva il 10% della popolazione attiva, oggi arriva a malapena al 3%: tale situazione comporta una serie di problemi e  limiti che investono questo settore. L’obiettivo è di proporre misure manageriali, tecniche e finanziare per un pieno inserimento delle attività d’artigianato fra gli obiettivi globali del rilancio economico.
L’artigianato può considerarsi un settore di nicchia, sebbene distribuito ampiamente sul territorio. Nonostante ciò, a causa delle difficoltà di trasmettere un ricco patrimonio di conoscenze ai giovani e in seguito ai problemi della commercializzazione di questi prodotti, rischia l’estinzione. Eppure tale particolare settore produttivo riesce a sopravvivere, grazie al grande interesse suscitato sulla collettività che, legandosi alle tradizioni storico-culturali e rifugiandosi in antichi valori e tradizioni, cerca di sfuggire ai ritmi frenetici del presente.

Il percorso formativo costruito ad hoc per l’Azienda Mautone Gerardo, vuole raggiungere le seguenti finalità:

Dimensione Organizzativa:

  1. generare nuove conoscenze e competenze per sviluppare la competitività dell’azienda;
  2. migliorare l’efficienza ed l’efficacia del servizio/prodotto erogato,
  3. stimolare la cultura della sicurezza e della qualità

Dimensione Personale:

  1. rendere consapevole il lavoratore dell’importanza dell’aggiornamento continuo
  2. strutturare il patrimonio di conoscenze, strumenti, metodologie acquisite in riferimento all’attuale ruolo organizzativo ricoperto

Dimensione professionale:

  1. saper applicare le conoscenze professionali acquisite per risolvere problemi relativi al ruolo ricoperto
  2. utilizzare le competenze trasversali come elemento di accelerazione della prestazione lavorativa
  3. fornire una formazione specifica sul tema sicurezza (muletti e trabattelli)
  4. permettere ai lavoratori di ottenere il Patentino per Saldatori

Qualità e formazione: le competenze strategiche nel settore ingegneristico

Le due aziende coinvolte nella realizzazione del Piano “Qualità e formazione: le competenze strategiche nel settore ingegneristico”, entrambe gestite dall’Ing. Antonio Positano operano da oltre quindici anni nel settore dell’ingegneria civile, specializzandosi nei settori della progettazione, della direzione lavori, della sicurezza, della consulenza e della formazione.

Le competenze acquisite nel settore della progettazione si sostanziano nell’espletamento di servizi di progettazione strutturale ed architettonica, di progettazione di impianti elettrici e speciali, di progettazione antincendio e di impianti termoidraulici.

L’obiettivo è quello di proporre sul mercato una società dinamica che si distingua per la capacità di realizzare in modo coordinato ed integrato progetti ed opere che interessano varie e complesse discipline. Le società si pongono pertanto, verso la propria clientela, come un unico soggetto all’interno del quale si integrano le competenze dei vari settori tecnici al fine di rendere unitaria e coerente sia la fase progettuale che la fase di cantierizzazione delle opere.

Al fine di conseguire tale obiettivo, la società dispone di uno staff di giovani professionisti i quali hanno a disposizione strumenti, tecnologie avanzate, disponibilità  hardware e software, (software di calcolo, strumenti cad per gli elaborati grafici, ecc….), che  permettono di garantire prestazioni di qualità e tempi di consegna adeguati.

Lo stimolo che muove queste aziende a richiedere al Fondo un finanziamento da utilizzare in ambito formativo, è quello della crescita e dello sviluppo delle singole Società e del territorio, intraprendendo un percorso di formazione continua e aggiornamento, mirato su temi come la qualità e la sicurezza al fine di assolvere gli obblighi di legge e assicurarsi un facile accesso alla Certificazione di Qualità, ma che comprende anche della formazione finalizzata allo sviluppo personal/professionale dei dipendenti.

Il per corso formativo costruito ad hoc per lo Studio Ingegneria Civile Antonio Positano e per la Positano Ingegneria S.r.L., vuole raggiungere le seguenti finalità:

Dimensione Organizzativa:

  1. generare nuove conoscenze e competenze per sviluppare la competitività dell’azienda;
  2. migliorare l’efficienza ed l’efficacia del servizio erogato,
  3. stimolare la cultura della sicurezza e della qualità

Dimensione Personale:

  1. rendere consapevole il lavoratore dell’importanza dell’aggiornamento continuo
  2. strutturare il patrimonio di conoscenze, strumenti, metodologie acquisite in riferimento all’attuale ruolo organizzativo ricoperto

Dimensione professionale:

  1. saper applicare le conoscenze professionali acquisite per risolvere problemi relativi al ruolo ricoperto
  2. utilizzare le competenze trasversali come elemento di accelerazione della prestazione lavorativa
  3. fornire una formazione specifica su software di progettazione
  4. sviluppare le competenze nella lingua Inglese

I Cantieri Navali del Cilento: formazione per lo sviluppo

Per il Progetto “I Cantieri Navali del Cilento: formazione per lo sviluppo” sono stati coinvolti i Cantieri Navali Schiavone e i Cantieri Navali Cilentani: attualmente si occupano del settore del reffiting, offrendo servizi quali rimessaggio, deposito, ordinaria e straordinaria manutenzione.

La posizione strategica sulla costa cilentana, da sempre nota per le bellezze naturalistiche e per la qualità delle acque di balneazione, garantisce un flusso di clienti potenziali concentrato nella stagione estiva, ma presente anche durante primavera e autunno. Il recente sviluppo di una tipologia di turismo nuova, proveniente in gran parte dal nord Europa, fornisce a queste due aziende una nuova spinta verso obiettivi di qualità e performance.

Il percorso formativo costruito ad hoc per i Cantieri Schiavone e i Cantieri Navali Cilentani, vuole raggiungere le seguenti finalità:

Dimensione Organizzativa:

  1. generare nuove conoscenze e competenze per sviluppare la competitività dell’azienda;
  2. migliorare l’efficienza ed l’efficacia del servizio/prodotto erogato
  3. stimolare la cultura della sicurezza e della qualità

Dimensione Personale:

  1. rendere consapevole il lavoratore dell’importanza dell’aggiornamento continuo
  2. strutturare il patrimonio di conoscenze, strumenti, metodologie acquisite in riferimento all’attuale ruolo organizzativo ricoperto

Dimensione professionale:

  1. saper applicare le conoscenze professionali acquisite per risolvere problemi relativi al ruolo ricoperto
  2. utilizzare le competenze trasversali come elemento di accelerazione della prestazione lavorativa
  3. rendere alcuni operatori in grado di comunicare correttamente in inglese
  4. fornire una formazione specifica sul tema saldatura e sicurezza (muletti e trabattelli)