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Cos’è il Piano Spostamento Casa Lavoro?

L’obiettivo specifico dell’attività del Mobility Manager è la riduzione degli impatti ambientali e sociali derivanti dal traffico veicolare determinati dagli spostamenti dall’abitazione al luogo di lavoro, i cosiddetti “spostamenti sistematici”.

Le azioni disponibili per raggiungere questo obiettivo sono molteplici, ma riconducibili a due assi d’intervento principali:

1. ridurre il fabbisogno di mobilità

2. promuovere l’utilizzo di modalità di trasporto più sostenibili

Dal punto di vista operativo lo strumento con il quale si concretizza l’attività del Mobility Manager è il Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro, il cui acronimo è PSCL.

La logica complessiva di un PSCL è quella di partire da una valutazione dei meccanismi comportamentali e delle condizioni tecniche in cui maturano le scelte di mobilità, e tentare di modificarle verso opzioni più sostenibili. Per farlo esistono una serie di misure d’intervento diversificate, legate alla specificità di ciascuna situazione. La capacità del Mobility Manager sta nello scegliere soluzioni adeguate, in grado di portare beneficio ai tre soggetti coinvolti, ovvero dipendenti, azienda e società.

Le fasi operative per la redazione di un PSCL sono cinque:

  1. Fase di analisi in cui vengono esaminate le condizioni strutturali dell’azienda (collocazione degli uffici, degli impianti e dei magazzini rispetto al contesto cittadino e alla mobilità di riferimento, accessibilità dei luoghi di lavoro, domanda e offerta di mobilità esistenti, flussi di mobilità verso l’organizzazione da parte di fornitori e visitatori), definiti i macro obiettivi, progettata ed attuata l’indagine ai dipendenti ed elaborati i dati raccolti;
  2. Fase progettuale in cui a partire dai dati raccolti in fase di analisi, vengono meglio definiti gli obiettivi e le misure da adottare, si stabiliscono gli interventi da attuare per migliorare l’accessibilità alle sedi aziendali, le strategie di gestione della mobilità dei dipendenti, le eventuali strategie di persuasione, concessione o restrizione. Vengono, infine, fissati gli indicatori di performance delle iniziative proposte;
  3. Fase di confronto è una fase propedeutica a quella attuativa, durante la quale il Mobility Manager verifica la fattibilità delle proposte di intervento con l’azienda e, se necessario, con le strutture di coordinamento presenti nelle amministrazioni locali;
  4. Fase attuativa caratterizzata dalla stipula di accordi e convenzioni, e dall’esecuzione degli interventi proposti, affiancati solitamente da una campagna di informazione e comunicazione;
  5. Fase di monitoraggio e aggiornamento si verifica l’efficacia degli interventi attraverso la misurazione degli indicatori di performance e si rileva il grado di soddisfazione dei dipendenti. A seguito del monitoraggio si procede, se necessario, con l’aggiornamento del piano.

Nella predisposizione del piano di spostamento casa-lavoro il Mobility Manager si avvale di strumenti quantitativi e qualitativi. I primi sono strumenti di rilevazione statistica, tool di geocodificazione, e questionari di natura sociologica per la rilevazione e la definizione delle caratteristiche ed esigenze di mobilità dei dipendenti; gli altri sono Focus Group con il personale aziendale per la rilevazione delle potenziali problematiche connesse alla mobilità e delle possibili soluzioni, e interviste in profondità a soggetti individuati come caratteristici nel campione sottoposto ad analisi.